Lunedì 10 marzo 2025 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Udinese 1-1
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10 marzo 2025 – Roma, stadio Olimpico - Campionato di Serie A, XXVIII giornata - inizio ore 20.45
LAZIO: Provedel, Lazzari, Gila, Romagnoli, Marusic, Guendouzi, Vecino (64' Belahyane), Isaksen (81' Patric), Dia (64' Pedro), Zaccagni, Tchaouna (46' Noslin). A disposizione: Mandas, Furlanetto, Gigot, Dele-Bashiru, Provstgaard, Basic, Ibrahimovic, Rovella. Allenatore: Baroni.
UDINESE: Okoye, Kristensen, Bijol, Solet, Kamara (65' Zemura), Ehizibue (89' Rui Modesto), Karlstrom, Lovric (65' Atta), Ekkelenkamp (65' Payero), Thauvin (81' Davis), Lucca. A disposizione: Piana, Padelli, Zarraga, Sanchez, Pafundi, Bravo, Kabasele, Giannetti, Pizarro. Allenatore: Runjaic.
Arbitro: Sig. Piccinini (Forlì) - Assistenti: Sigg. Baccini e Bercigli - Quarto uomo: Sig. Rutella - V.A.R.: Sig. Ghersini - A.V.A.R.: Sig. Di Paolo.
Marcatori: 22' Thauvin, 32' Romagnoli
Note: ammonito 11' Kamara, 52' Vecino, 60' Lovric, 62' Lazzari, 77' Payero, 90'+1' Karlstrom. Angoli 4 a 9. Recuperi: 2' p.t., 6' s.t.
Spettatori: 35 mila circa.
► I calciatori convocati per la partita odierna
► Il Corriere dello Sport titola: .
Prosegue il quotidiano sportivo romano:
• Il Messaggero titola: .
Prosegue il quotidiano romano: .
• Il Tempo titola: “Lazio bloccata”. Continua il quotidiano romano: “Sfuma l’occasione del sorpasso alla Juventus. Baroni & Co. restano quinti. I biancocelesti contro l’Udinese non vanno oltre il pareggio. Apre il gol bianconero di Thauvin poi ancora Romagnoli”.
Niente da fare. Ancora un pari all’Olimpico contro l’Udinese sempre più bestia nera di una Lazio spompata dai tanti impegni ravvicinati e la Juve resta quarta. Anzi, i biancocelesti devono guardarsi le spalle dal ritorno delle altre concorrenti per i posti europei se non vogliono perdere altre posizioni in classifica. Romagnoli pareggia il gol iniziale di Thauvin, a nulla sono valsi i tentativi di una ripresa giocata tutta all’attacco. Lazio rimaneggiata e stanca ma l’emergenza scatta nella rifinitura di domenica pomeriggio quando, oltre i lungo degenti Hysaj e Castellanos, si fermano anche Tavares e Rovella entrambi affaticati: il primo è in dubbio per giovedì, il mediano è squalificato in coppa ma rischia di saltare anche la trasferta di Bologna. Baroni aveva pensato di cambiare modulo passando al 4-3-3 ma le ultime defezioni consigliano di non cambiare troppo lo spartito contro la squadra di Runjaic che già sorpreso i biancocelesti alla seconda giornata vincendo. 2-1 in Friuli. Dentro Vecino nei due di centrocampo accanto a Guendouzi. Dia resta nella batteria dei fantasisti con Isaksen e il recuperato Zaccagni per un classico modulo 4-2-3-1. In difesa superlavoro per Lazzari e Marusic con Tavares a riposo come detto, in mezzo Romagnoli va su Lucca mentre Gila finisce su Thauvin, abile a svariare su tutto l’arco dell’attacco.
Si comincia con l’Udinese motivatissima all’assalto e la Lazio che soffre il pressing avversario. Solo qualche accelerazione di Isaksen manda in crisi Kamara, per il resto la gara scorre via in equilibrio con Provedel che si va trovare pronto su Thauvin. Ma, al 22’, la girata ciccata di Lucca manda in porta proprio il francese per lo 0-1 che gela l’Olimpico. La Lazio fatica, abbozza la reazione sul diagonale di Zaccagni deviato dal rientrante Okoye. Sull’angolo di Isaksen, poco dopo la mezz’ora, la spiazza di Vecino consente a Romagnoli di trovare quasi subito il gol del pari (seconda rete in quattro giorni per il centrale). Si va al riposo in parità ma Baroni deve fare i cambi perché più di un giocatore è in chiaro affanno. Nella ripresa subito Noslin per lo spento Tchaouna, la Lazio si butta in avanti e comincia a spingere. Dopo venti minuti Baroni inserisce anche Pedro e Belahyane (fuori Vecino e Dia), il tecnico ospite ci prova con Atta, Payero e Zemura. Provedel è provvidenziale su una punizione dello stesso Zemura poi dentro anche Patric per Isaksen ormai ridotto ai minimi termini. Gli assalti finali sono più per la spinta dell’Olimpico che per reale voglia di prendersi la vittoria. Nelle ultime sette gare in casa, battuto il Monza: serve accelerare nelle prossime gare. Adesso poche ore, meno delle canoniche 72, per recuperare energie, forze mentali e si spera qualche titolare per la sfida di dopodomani contro il Viktoria Plzen che vale un posto nei quarti di Europa League. Il calendario non concede pause, ma nel momento decisivo la Lazio ci arriva con i cerotti.
• La Gazzetta dello Sport titola: “La Lazio non sorpassa”. Continua la “rosea”: “L’Udinese frena i biancocelesti. Baroni è a -1 dalla Champions. Succede tutto nel primo tempo: friulani avanti con Thauvin, pareggio di Romagnoli. E la Juve rimane al quarto posto”.
Pari in tutto, a cominciare dal risultato che è quello che conta di più. Il posticipo che chiude la ventottesima di campionato vede Lazio e Udinese dividersi in parti eguali (e speculari) momenti convincenti e fasi di difficoltà. Alla fine il verdetto non può che essere un pareggio che in apparenza serve poco a entrambe, ma che in realtà tanto ai biancocelesti quanto ai friulani consente di muovere la classifica e continuare a sperare nei rispettivi obiettivi. Certo, una vittoria sarebbe stata meglio per ciascuna delle due. La Lazio cercava i tre punti per scavalcare la Juventus e riprendersi il quarto posto, lo ha invece soltanto avvicinato (ora è a meno uno), ma con dieci partite da giocare il sogno può proseguire. Tre punti sarebbero stati fondamentali anche per l’Udinese per restare agganciata al vagone di coda delle squadre che sperano nell’Europa. Ma uscire con un punto dall’Olimpico e allungare la serie positiva (che dura da sei giornate) è comunque importante per tenere vive le speranze e dare un senso compiuto all’ultimo scorcio di campionato.
Attenti a quei due. La squadra di Runjaic parte decisamente meglio e fino alla metà della prima frazione di gioco è padrona del campo. L’allenatore tedesco si presenta con un 3-5-2 che copre benissimo il campo e impedisce alla Lazio di ragionare, anzi di entrare in partita. La densità in mezzo al campo toglie respiro ai biancocelesti, che pagano oltretutto l’assenza di Rovella (resta in panchina per un affaticamento muscolare; il suo forfait si aggiunge a quelli, altrettanto fondamentali, di Castellanos e Tavares). Così la formazione di Baroni si vede costretta a inseguire i giocatori avversari, situazione tattica per lei insolita e alla quale fa fatica ad abituarsi. In mezzo c’è un traffico che dirige la squadra ospite e i quinti di centrocampo chiudono così bene le fasce che la Lazio non riesce neppure a uscire sui lati. Davanti ci sono poi quei due, Lucca e Thauvin, che non andranno d’amore e d’accordo sul piano caratteriale (vedi rigore di Lecce), ma che in campo dialogano e si trovano che è un piacere. Il gol che sblocca la gara è ovviamente una loro coproduzione. Lucca apre per Thauvin che tira, la respinta di Lazzari finisce di nuovo sui piedi del centravanti che in sforbiciata serve ancora il francese che mette dentro.
Reazione e correzioni. Per la Lazio stanca (è la quinta partita in due settimane) e rabberciata (per le assenze di cui sopra) sembra non esserci scampo. E invece, in una serata in cui il gioco fa fatica a fluire, viene fuori il carattere di una formazione che, se fino a Natale sembrava una bella senz’anima, adesso è meno sfavillante ma dimostra di avere un’anima forte e precisa. Così, dopo i primi ottimi venti minuti dei friulani che danno l’idea di una partita senza storia, ecco che - nel momento più difficile - la Lazio entra in campo e rimette subito in sesto la gara. Ci riesce grazie al lavoro delle due ali, non a caso gli uomini più in forma della formazione di Baroni. Le sgommate di Zaccagni e Isaksen creano superiorità e producono occasioni. Okoye deve superarsi per respingere il tiro di Zaccagni. Ma sull’angolo seguente arriva il pari. Lo realizza Romagnoli che corregge in rete la spizzata di Vecino su angolo di Isaksen. La Lazio a quel punto non si ferma e continua a pigiare sull’acceleratore. Lo fa in maniera un po’ disordinata e paga l’assenza del puntero Castellanos (Tchaouna non pervenuto ancora una volta), ma dimostra comunque di esserci. E la sensazione che il sorpasso sia possibile è ancora più netta a inizio ripresa quando Baroni mette dentro Noslin che rende la manovra più logica e incisiva. Zaccagni ha due ottime occasioni ma viene stoppato prima da Kamara (con un intervento sul quale i padroni di casa reclamano il rigore) e poi da Bijol.
Le contromosse. Ma quando la Lazio è convinta di piazzare l’ennesimo colpo in coda alla partita ecco che l’Udinese esce dal tunnel e rimette la testa avanti. Lo fa grazie ai cambi di Runjaic che destano una formazione che si era appisolata. La svegliano Atta, Zemura e Payero (poi anche Davis) che portano in campo forze fresche e nuove idee. E sono proprio due di loro che vanno vicini nel finale al gol della vittoria. Ci prova prima Zemura ad andare vicinissimo alla marcatura con una punizione sulla quale Provedel deve superarsi e poi Atta a pochi metri da Provedel (si immola Marusic). Baroni sente puzza di nuovo ribaltone e si tutela inserendo un difensore (Patric) al posto di un attaccante (Isaksen) e passando al 4-3-3. Mossa che di fatto chiude la gara, per un pareggio che più giusto non si può.
► Per questa partita il tecnico biancoceleste Marco Baroni ha convocato i seguenti calciatori:
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File:10mar2025Convocati.jpg I convocati in grafica |
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