Domenica 16 marzo 2025 - Bologna, stadio Renato Dall'Ara - Bologna-Lazio 5-0

Da LazioWiki.

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16 marzo 2025 – Bologna, stadio Renato Dall'Ara - Campionato di Serie A, XXIX giornata - inizio ore 15.00

BOLOGNA: Skorupski, Calabria, Beukema, Lucumi, Miranda, Freuler (58' Pobega), Ferguson, Orsolini (73' Cambiaghi), Odgaard (58' Fabbian), Ndoye (78' Dominguez), Castro (78' Dallinga). A disposizione: Ravaglia, Holm, Erlic, Moro, Casale, El Azzouzi, Aebischer, Lykogiannis, De Silvestri, Pedrola. Allenatore: Italiano.

LAZIO: Provedel, Lazzari, Gila, Romagnoli, Marusic, Rovella, Guendouzi (78' Belahyane), Isaksen (46' Pedro), Vecino (83' Ibrahimovic), Zaccagni (62' Tchaouna), Dia (62' Noslin). A disposizione: Mandas, Furlanetto, Gigot, Patric, Castellanos, Hysaj, Provstgaard, Basic, Nuno Tavares. Allenatore: Baroni.

Arbitro: Sig. Colombo (Como) - Assistenti: Sigg. Cecconi e Bahri - Quarto uomo: Sig. Perenzoni - V.A.R.: Sig. Paterna - A.V.A.R.: Sig. Meraviglia.

Marcatori: 16' Odgaard, 48' Orsolini, 49' Ndoye, 74' Castro, 84' Fabbian

Note: ammonito 33' Freuler, 44' Gila, 57' Vecino, 76' Castro, 90'+1' Romagnoli. Angoli 7 a 1. Recuperi: 2' p.t., 4' s.t.

Spettatori: 30.846 paganti.


I calciatori convocati per la partita odierna

► Il Corriere dello Sport titola: .

Prosegue il quotidiano sportivo romano:


Il Messaggero titola: .

Prosegue il quotidiano romano: .

Il Tempo titola: “Tracollo Lazio”. Continua il quotidiano romano: “Biancocelesti umiliati dal Bologna nello spareggio Champions. Decidono le reti di Odgaard, Orsolini, Ndoye, Castro e Fabbian. Dopo lo 0-6 contro l’Inter arriva un altro pesante ko. Squadra sotto la curva a fine gara”.

Lazio umiliata ancora una volta. Dopo lo 0-6 contro l’Inter, ecco il 5-0 di Bologna a ridimensionare il campionato della squadra di Baroni (ultimo ko così grave in trasferta a Napoli nel 2015). Giocatori spompati, squadra con i cerotti, pessima gestione della gara e sesto posto in classifica con la possibilità di scivolare ancora più in basso viste le concorrenti che stanno rinvenendo. L’Europa sorride ma il campionato è un lento ma inesorabile crollo confermato dai numeri di girone di ritorno giocato a ritmi da squadra di metà classifica. Apre il gol di Odgaard, poi choc ad inizio ripresa con il pallonetto di Orsolini, il tris di Ndoye, poker di Castro e cinquina calata da Fabbian. Nel mezzo errori su errori: difensivi, tecnici, tattici e una sconfitta, l’ottava in questa serie A, che fa pensare a un finale di stagione con la lingua di fuori. Un palo di Zaccagni sul 3-0, un tiro di Tchaouna nel finale col pubblico del Dall’Ara che umiliava i tremila laziali con i meritati olè.

Partita senza storia anche per le scelte presuntuose di Baroni che ha voluto giocare ad armi pari contro un avversario superiore che veniva da cinque vittorie consecutive in casa ora diventate sei senza nemmeno soffrire. Troppo stanchi i biancocelesti, fiaccati da tre partite in sei giorni, inevitabile il tracollo che poteva essere evitato più nelle proporzioni che nel ko, ampiamente prevedibile. Confermata l’impossibilità di questa Lazio di giocare male e salvare la pelle, un limite strutturale gravissimo che pone molti interrogativi. Oltre alla stanchezza, poche attenuanti per Baroni, sfortunato per il ko di Tavares nel riscaldamento e il nuovo stop di Castellanos. Marusic ha giocato nonostante un problema fisico e si è visto, gli altri erano spompati e così è stato troppo facile per un Bologna in salute prendere il sopravvento a centrocampo. Dominio totale anche sulle fasce dove Ndoye e Orsolini hanno distrutto i dirimpettai. Lazio senza difesa e senza orgoglio almeno nel provare a limitare i danni: un passo indietro che mette tutti sul banco degli imputati.

Inutile soffermarsi sulla prestazione dei singoli, la Lazio è affondata come squadra perché in questi mesi non ha mai costruito un piano tattico alternativo all’assalto. Quando non c’è la condizione fisica a sorreggere il gruppo, si perde e pure male. Durante le sosta, senza tanti nazionali, bisognerà ricostruire il morale di quelli che resteranno a Formello a lavorare. Serve ritrovare condizione fisica, recuperare gli infortunati e provare anche a fare qualcosa di diverso. All’orizzonte c’è un aprile pieno di partite ravvicinate e, senza qualche accorgimento, sarà inevitabile pagare dazio alla stanchezza. Della gara rimane solo l’immagine di Pedro imbufalito che saluta i tifosi e scappa negli spogliatoi. Gli altri vanno sotto la curva a capo chino: una domenica infame.


La Gazzetta dello Sport titola: “Bologna show balzo Champions”. Continua la “rosea”: “Gioco, velocità e le magie di Orsolini cinque gol alla Lazio. Italiano è quarto. Biancocelesti mai in partita: hanno pagato le fatiche di Coppa. Così i rossoblù superano Baroni e la Juventus in classifica".

Andando avanti così, servirà una canzone nuova. Il repertorio bolognese è meraviglioso e la colonna sonora che apre e chiude la giornata di calcio al Dall’Ara, tra Dalla, Cremonini, Carboni, Morandi e Mingardi, è un invito a frequentare lo stadio al di là della partita. Però la musica più bella di questi tempi la sta suonando il Bologna di Vincenzo Italiano, che ieri ha fatto ballare la rumba alla Lazio. Cinque gol e una superiorità totale: tattica, grazie al perfetto piano gara ideato dall’allenatore; tecnica, in virtù di giocate di qualità; atletica, dovuta anche alle fatiche europee della squadra di Baroni, che ha cambiato solo quattro uomini rispetto alla formazione di giovedì (e nel riscaldamento si è pure infortunato Tavares) e ha dovuto pagare il conto alle sette partite disputate in tre settimane. Il premio più dolce è arrivato all’ora di cena: la Juve è crollata a Firenze e adesso in classifica i rossoblù sono quarti. Il confronto con il Bologna di Thiago Motta dopo 29 turni evidenzia la stessa posizione e appena un punto in meno. Considerando il cambio in panchina, gli impegni europei e le partenze di Zirkzee e Calafiori, nessuno avrebbe immaginato una stagione così simile alla precedente. E invece si viaggia alla stessa altezza e forse più su, perché c’è pure una semifinale di Coppa Italia con vista sull’Olimpico di Roma: la rivale nel penultimo atto sarà l’Empoli che ha ben altri pensieri.

Il piano. Il successo di ieri è maturato nei primi cinquanta minuti grazie a una strategia accuratissima. Italiano non ha voluto concedere campo alle ripartenze laziali e ha chiesto una gestione oculata del pallone: nessuna giocata forzata, giro palla continuo, ritorno dal portiere e poi lanci lunghi aggredendo le seconde palle e invadendo la metà campo avversaria, a quel punto spoglia di avversari chiamati in avanti dal fraseggio ragionato rossoblù. La terza volta che Calabria ha eseguito il piano cercando Castro da lontano, il Bologna ha segnato: Orsolini ha preso il possesso sulla trequarti, la palla è scivolata velocemente da destra a sinistra dove Miranda ha effettuato un cross splendido per Odgaard. Le due squadre erano entrambe preparate a rallentare e complicare la costruzione altrui. Italiano, però, aveva studiato un progetto alternativo, mentre Baroni è sembrato spiazzato anche perché tradito individualmente da tutti i giocatori, incapaci di reagire ai tanti errori e alla sensazione di inferiorità maturata già in avvio e poi sempre più evidente. La Lazio è apparsa totalmente assente, scollegata dalla gara: può succedere, soprattutto in una stagione così ricca di impegni. Però in questi casi bisognerebbe riuscire a trovare il modo di evitare il massacro e invece la Lazio ha assistito inerme al proprio tracollo.

Il dominio. In due minuti a inizio ripresa la partita si è virtualmente conclusa. Il raddoppio ha premiato una serie di movimenti combinati, che hanno allargato la difesa laziale consentendo a Orsolini di tagliare su suggerimento di Ndoye e di battere Provedel con un raffinato scavetto. Quello che è successo subito dopo racconta bene la giornata della Lazio: calcio d’inizio, palla persa da Guendouzi con Zaccagni poco reattivo, transizione immediata, cross di Ferguson e sentenza di Ndoye. Velocità contro lentezza, attenzione contro distrazione, voglia di vincere contro apatia, vigoria contro stanchezza: non poteva finire in altro modo. Zaccagni ha preso un palo sul 3-0 e le uniche due parate di Skorupski sono arrivate nel finale, mentre il Bologna segnava ancora due volte. Castro ha anticipato Romagnoli su cross di Pobega che aveva scippato Gila e poi Fabbian ha concluso di testa l’azione più bella della gara premiando un dialogo fitto e tecnico tra Dominguez, Cambiaghi e Miranda, autore di un altro assist. Avviso a chi insegue il quarto posto: occhio, che da queste parti l’inno della Champions hanno imparato a conoscerlo bene. E tutti sognano di cantarlo di nuovo nella prossima stagione.




La formazione biancoceleste:

La formazione iniziale biancoceleste in grafica (È presente Tavares sostituito prima dell'inizio della gara da Marusic)



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Marco Baroni ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica






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