Giovedì 5 dicembre 2024 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Napoli 3-1

Da LazioWiki.

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5 dicembre 2024 – Roma, stadio Olimpico - Coppa Italia, Ottavi di finale - inizio ore 21.00


LAZIO: Mandas, Lazzari, Gigot, Patric, Hysaj, Dele-Bashiru (73' Castrovilli), Rovella, Tchaouna, Pedro (60' Guendouzi), Zaccagni (60' Isaksen); Noslin (90'+3' Marusic). A disposizione: Provedel, Furlanetto, Castellanos, Romagnoli, Basic, Gila, Milani, Akpa Akpro. Allenatore: Baroni

NAPOLI: Caprile, Zerbin (72' Di Lorenzo), Rafa Marin, Juan Jesus, Spinazzola, Gilmour, Folorunsho (72' McTominay), Ngonge (72' Politano), Raspadori (85' Lobotka), Neres, Simeone (78' Lukaku). A disposizione: Meret, Contini, Buongiorno, Rrahmani, Olivera, Kvaratskhelia, Anguissa. Allenatore: Conte.

Arbitro: Sig. Pairetto (Nichelino) - Assistenti Sigg. Bert e Bahari - Quarto uomo Sig. Rapuano - V.A.R. Sig. Serra - A.V.A.R. Sig. Mazzoleni.

Marcatori: 32' Noslin, 36' Simeone, 41' Noslin, 50' Noslin.

Note: al 21` Zaccagni fallisce un calcio di rigore. Ammonito 26' Marin, 57' Zaccagni, 80' Hysaj, 84' Neres. Angoli 7 a 7. Recuperi: 1' p.t., 3' s.t.

Spettatori: 30 mila circa.


I calciatori convocati per la partita odierna

• Il Corriere dello Sport titola: .

Prosegue il quotidiano sportivo romano:

Il Messaggero titola: .

Prosegue il quotidiano romano: . • Il Tempo titola: .

Prosegue il quotidiano romano:.


La Gazzetta dello Sport titola: "Che Lazio. Napoli giù. Conte solo campionato". Continua la "rosea": "Noslin tripletta. Simeone non basta. Festeggia Baroni. Rivincita domenica. La capolista si affida al turnover e viene travolta dalla grande serata dell’olandese".

Il Napoli spera che Tijjani Noslin torni fra le riserve domenica, quando rivedrà la Lazio in campionato, perché da seconda scelta, promossa per una notte, l’attaccante è risultato immarcabile e decisivo per andare ai quarti di Coppa Italia. Prima tripletta in carriera per l’olandese, che finora in stagione aveva firmato due reti, e partita chiusa dopo nemmeno un’ora: ciò che serviva per non stancarsi troppo. D’altronde in questo primo incontro dei due in così breve tempo, gli allenatori hanno voluto testare la forza della rosa, coinvolgendo anche chi era ai margini. E la Lazio ne esce più fiduciosa nella valutazione dell’intero gruppo.

Conte riflette. Il più ovvio effetto pratico di questa bocciatura del Napoli in Coppa Italia è che la capolista della Serie A non avrà più impegni extra campionato fino al termine della stagione. Calcolo o casualità? Una via di mezzo. Chiaro che nessuno va in campo per perdere, ma l’impegno può essere stato preparato così: proviamo con i meno utilizzati e vediamo cosa succede, comunque si tratterà di un danno limitato. L’uscita dalla seconda competizione nazionale non provocherà pianti nello spogliatoio napoletano, però la bocciatura di alcune riserve ritenute di pregio, vedi Raspadori dal ruolo indecifrabile, è netta e forse movimenterà anche il mercato di gennaio.

I motivi. Per conoscere l’avversario, la Lazio dovrà attendere fino al 19 dicembre: Inter o Udinese. Intanto si permette una festa collettiva sotto la curva, che dimostra che anche morale e unità tornano alle stelle. Conte se ne va a testa bassa. Simeone, Neres e Caprile (para un rigore) gli unici da salvare. D’altronde il tecnico effettua un trapianto totale sulla formazione titolare dell’ultima uscita, con undici giocatori diversi. Almeno i due attaccanti hanno gran voglia di superare le gerarchie. Simeone arriva a nove centri in 16 appuntamenti con la Lazio. Ha cattiveria e il solito senso del gol in area, il pareggio è un’uncinata a cui crede più lui che Patric che sarebbe in vantaggio. Poi il Cholito potrebbe anche centrare il 2-2 prima dell’intervallo, però Mandas stavolta la sbroglia con un gran riflesso. Simeone viene sempre servito da Neres, che a sinistra entra in velocità dopo i recuperi alti nella propria trequarti. Il Napoli mostra un minimo di carattere solo dopo aver subito le reti, per il resto ha ovvie difficoltà di collegamenti, fra tanti “sconosciuti”. E dopo il 3-1 gli azzurri spengono la luce. Malissimo la fase difensiva. Rafa Marin è ancora a zero minuti in campionato e si fa tagliare fuori da Noslin, Ngonge spesso deve scendere a quinto difensore e fatica a proporsi in avanti, dietro a lui a destra c’è Zerbin, altro esterno d’attacco e la sua retrocessione in difesa fa la felicità della Lazio che da quel corridoio entra agevolmente, costruisce occasioni, compreso rigore e due reti, mentre il vantaggio è frutto di uno schema da corner riuscito al secondo tentativo.

Le mosse. Nella Lazio pur molto ritoccata, ma mantenendo tre usuali titolari, emerge il paradosso di Hysaj, non ritenuto all’altezza per entrare nella lista di campionato ed Europa League, ma recuperato per questa coppa. L’albanese sostituisce Tavares, e a lungo ne risulta la controfigura. Viaggia anche lui a sinistra fra potenza e intuizioni, fa sgorgare la scena del penalty e intercetta Raspadori per mandare poi al 2-1 Noslin, che sfrutta anche la fuga di Zaccagni e il delizioso assist a centro area, di tacco, di Pedro. A sinistra dell’attacco c’è una frontiera senza controllo e continua a imperversare anche Zaccagni, altro big non risparmiato da Baroni, pure quando a inizio ripresa serve il cross del 3-1 a Noslin. Quando esce, gli applausi per il capitano (come quelli per Pedro) sono sinceri e meritati, nonostante il rigore fallito sullo 0-0, il suo primo errore dopo sette centri. Ma nessuno può superare in popolarità Noslin.



La formazione biancoceleste:

La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Marco Baroni ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica






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