Domenica 28 ottobre 1923 - Roma, campo Rondinella - Lazio-Alba 2-1 (sospesa al 75' per incidenti)


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28 ottobre 1923 - Campionato Nazionale Divisione Sud Girone Laziale - III giornata

LAZIO: Sclavi, Dosio, Saraceni (I), Nesi, Mariani, Orazi (I), Fraschetti, Filippi, Bernardini, Maneschi, Saraceni (II).

ALBA: Stinchelli, Mattei, De Giuli, Alice (II), Buratti, Faccani, Caimmi, Rovida, Degni, Lo Prete, Corbyons.

Arbitro: sig. Caroncino (Roma).

Marcatori: nel primo tempo 10' Bernardini, 35' Rovida, nel secondo tempo 28' Bernardini

Note: gara sospesa per incidenti.

Spettatori:


La cronaca della gara sulle pagine de "Il Calcio"
(per gentile concessione di www.magliarossonera.it‎)
Il Messaggero riporta i convocati per la partita
I provvedimenti presi dalla Presidenza della Lega Sud in merito agli incidenti

La gara di recupero Lazio-Alba 2-4 del 16 dicembre 1923

La partita, diretta dall'arbitro Caroncino di Roma, è stata sospesa all'inizio della ripresa. Al 10' del primo tempo la Lazio era passata in vantaggio grazie ad una punizione di Bernardini. Al 35' Rovida aveva segnato il goal del pareggio e nulla faceva presagire quel che sarebbe accaduto più tardi. Infatti al 28' del secondo tempo, dopo che Bernardini aveva di nuovo portato in vantaggio la Lazio, il sanguigno Buratti si avventa su Mariani che reagisce ai colpi del giocatore della Fortitudo (Alba in realtà - nda). L'arbitro seda a fatica la rissa e il gioco riprende, ma al 30' Degni interviene violentemente sul giovane Bernardini che cade a terra violentemente. Accorrono tutti i giocatori laziali che prendono le difese del loro compagno. Si accende una gigantesca rissa che coinvolge giocatori, arbitro e spettatori scesi sul campo; è una caccia all'uomo senza esclusione di colpi. Addirittura un guardalinee viene visto colpire con l'asta della bandierina chiunque gli si avvicini. E' necessario l'intervento di uno squadrone di carabinieri a cavallo per riportare l'ordine, ma l'arbitro decide saggiamente di sospendere l'incontro.


Dalla rivista "Il Calcio":

Una burrascosa partita Lazio-Alba.

La maggioranza del pubblico, che ad onor del vero, seppe mantenersi estranea alla mischia, uscendo dal campo deve essersi chiesto se aveva assistito ad una partita di calcio o ad una volgare gara di boxe. La pura e semplice cronaca dei fatti varrà meglio di qualsiasi commento a deplorare l'accaduto. Le due squadre che sono in testa del gruppo laziale e non sanno superare il poco lodevole senso di rivalità, iniziarono il giuoco disordinatamente, rivelando da una parte e dall'altra l'istinto sopraffattore, anziché quello spirito di giusta emulazione che deve guidare ogni competizione sportiva. Da ciò ungiuoco slegato, scorretto, pesante, mancante di ogni coesione e di metodo. Le poche azioni individuali andarono sommerse in quel caos paradossale. Il primo punto fu segnato dal Lazio al 10° minuto per merito di Bernardini; Alba pareggia al 35° con Rovida e il primo tempo si chiude alla pari 1 a 1. Nella ripresa, dopo una iniziale schermaglia offensiva dell'Alba, Bernardini segna ancora per il Lazio. A questo punto, anche per poca fermezza dell'arbitro, Buratti e Mariani vengono alle mani, trascinando col loro cattivo esempio altri giuocatori ad un pugilato veramente poco decoroso. I supporters dell'una e dell'altra parte, dopo uno scambio di ingiurie e di percosse nelle tribune e nei posti popolari, invadono il campo e la mischia diventa generale. Interviene la forza pubblica, la partita è sospesa e gli agenti hanno un bel da fare per sfollare il campo.



La formazione laziale: Dosio, Orazi I, Mariani, Maneschi, Bernardini, Nesi, Sclavi, Fraschetti, Saraceni I, Filippi, Saraceni II




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