Ilari Nino


Nino Ilari
Nino Ilari nei panni di Rugantino

Dirigente, nato a Roma il 13 settembre 1862 ed ivi deceduto il 3 aprile 1936, fu poeta, drammaturgo e giornalista italiano.

Trasteverino, vide la luce al numero 9 di Via della Paglia, da famiglia di modestissime origini, tanto che si adattò sin da ragazzo ai più umili mestieri, quali il cascherino e lo scrivano ad un banco del lotto, finchè non entrò al Ministero del Tesoro, lavoro che poi perse nel 1919 per aver aderito allo sciopero degli statali dello stesso anno. Ciclista, enigmista, pescatore, dicitore di versi, fu redattore de "Il Messaggero" a partire dal 1898. Nella sua rubrica "Valigia" pubblicò molti versi dialettali romaneschi. Fu sin dall'inizio al Rugantino insieme a Alfredo Giaquinto e Giggi Zanazzo. Fondò e diresse vari fogli dialettali tra i quali Orazio Coccola (1894) e Amico Cerasa (1921) e partecipò sin dall'inizio alla fioritura delle canzoni romanesche nel festival di San Giovanni scrivendo tra l'altro il testo delle celeberrime "Le Streghe" (1891) e "Affacete Nunziata" (1893). Ha pubblicato vari romanzi di carattere popolare romanesco: "I vaschi della bujosa" del 1895 (in dialetto "I signori della prigione") che poi fu ridotto in teatro da Ruggero Rindi. Per la drammaturgia ricordiamo "Malaria", che fu replicato più volte al Teatro Argentina nel 1912. L'opera migliore di Ilari fu "Trasteverine e Monticiane" (1894), vivido affresco della vita quotidiana dei rioni Monti e Trastevere.

Fece parte del consiglio direttivo della S.P. Lazio per alcuni mesi del 1901. Partecipò alla escursione per i "Ludi al Secol Nascente" del 6 gennaio 1901 e fu organizzatore delle quattro gite archeopodistiche che il sodalizio promosse nei giorni 14 e 21 aprile e 16 e 26 maggio dello stesso anno, insieme a Francesco Sabatini, latinista e grecista, nonchè padre della romanistica (lo studio e la conservazione di usi, costumi e lingua del popolo romano prima del 1870) e che videro la presenza anche di Giggi Zanazzo, famoso poeta dialettale. Nella gita del 16 maggio 1901 venne scattata anche la prima foto conosciuta della S.P. Lazio presso la Tomba di Cecilia Metella nella quale Ilari allietò la comitiva con la sua opera "Quo Vadi?". A conferma del suo amore per lo sport si ricordano il suo essere organizzatore di eventi ciclistici come socio della "Forza e Coraggio" e la sua passione per l'alpinismo come socio del CAI.






La prima foto conosciuta della Lazio. E' il 16 maggio 1901. LazioWiki ha individuato tra i partecipanti il fondatore Luigi Bigiarelli, freccia azzurra, e il poeta Giggi Zanazzo, freccia rossa






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