Alfieri Alfiero


Alfieri Alfieri

Attore. Nato a Roma il 6 ottobre 1942 e ivi deceduto il 28 agosto 2019. Grande tifoso della Lazio.

Scrive nella sua autobiografia: mio padre Ardilio, ispettore della Coca Cola era molto impegnato col suo lavoro e con questo figlio che fin da bambino era un artista e gli dava davvero dei pensieri.  Mia madre Rosa, invece, convinta casalinga provvedeva ad educare e crescere questo figlio ribelle.  Spinto da un grande amore per il teatro a 15 anni decisi di provare il brivido del palcoscenico, come imitatore e showman in varie compagnie tra cui quella dei Fratelli De Vico e di Cecè Doria. Tra un pomodoro e una risata ero sempre più convinto della mia passione per il teatro. Visto che trascuravo gli studi, mio padre disperato mi fece arruolare nell'aviazione; sperava che il servizio militare mi levasse "i grilli per la testa", così definiva il mio grande amore.

Partii per la legione straniera, destinazione Alabama, ma ben presto mi resi conto che la vita del militare era dura e triste. Noi militari eravamo bisognosi di ridere, così fondai una compagnia di cabaret che inizialmente teneva alto il morale dei commilitoni e che successivamente mi portò a girare in lungo e in largo gli stati del Tennesse e dell'Alabama. Forse ci sono ancora su qualche albero i cartelli "Wanted dead or alive" . Ma come si dice: il primo amore non si scorda mai! Rientrai in Italia nel '67 dopo aver lasciato le mie glorie. E' proprio vero, da giovani si fanno le più grosse ca...volate!  Cercai di mettere la testa a posto. Mi sposai, feci due figli e ripresi gli studi, ma la tristezza mi assaliva. Mi mancavano le tavole del palcoscenico. Nel '70 mi presentai da Checco Durante al teatro Rossini. Il maestro mi assunse come suggeritore. Da dentro la buca lo spiavo, rubandogli battute, atteggiamenti, insomma il mestiere del capocomico. Presto mi promosse "attor giovane". Finalmente riprendevo a recitare! Il grande maestro era fiero di me, e tanta era la stima, che fù proprio quella a spingermi ad uscire dal suo teatro per formare una mia compagnia: prima con Enzo Liberti, poi una che prese il mio nome. Questo accadeva nel '75 tra varie peripezie iniziai a farmi conoscere e a conquistare un pubblico di affezionati che da allora mi seguono dovunque. Nel '90 rientro nella compagnia di Checco Durante non più come "attor giovane" (data l'età!!!), ma come capo comico, direttore artistico e regista.

Sapevo che mi stavo prendendo una grande responsabilità: tirare su le sorti del teatro del mio grande maestro! Il lavoro è stato duro, ma l'amore che da sempre mi ha guidato, mi ha reso vittorioso. Oggi la Compagnia "Checco Durante" recita undici mesi con due commedie l'anno. Negli ultimi anni sono diventato anche autore delle commedie che interpreto, in poche parole: da me me la canto e da me me la suono. Ho solo un rammarico: questa frenetica attività teatrale ha limitato la mia disponibilità per il cinema. Ricordo, però, la mia partecipazione al film di Carlo Verdone: "Viaggi di Nozze", nel quale interpretavo il ruolo di sacerdote.  Nel '92, il Premio Paolo Stoppa, nello stesso anno il Premio "Roma viva". Nel '96 il Premio "Personalità europea". Pluri premiato, nel '99 ho festeggiato i miei quarant'anni di attività istituendo il "Premio Aldo Fabrizi: un impegno per Roma". Oggi, fiero del mio lavoro, riconosciuto anche da innumerevoli gratificazioni dei più quotati critici, sono convinto di saper far ridere! La mia forza non è solo la comicità, ma quella strana capacità di risvegliare sentimenti umani talvolta comici, talvolta drammatici, che fanno parte di me, di noi, dell'uomo.