Domenica 2 novembre 1986 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Bari 3-0

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2 novembre 1986 - 2296 - Campionato di Serie B 1986/87 - 8ª giornata

LAZIO: Terraneo, Podavini, Magnocavallo, Acerbis, Gregucci, Marino, Poli, Caso (80' L.Brunetti), Fiorini (83' A.Schillaci), Pin, Mandelli. A disp. Ielpo, Piscedda, Camolese. All. Fascetti.

BARI: Pellicanò, Loseto II, De Trizio, Laureri, Forte, Armenise, Bivi, Terracenere, Rideout, Cowans, Brondi (77' Bergossi). All. Catuzzi.

Arbitro: Sig. Baldas di Trieste.

Marcatori: 44' Fiorini, 53' Caso, 79' Poli.

Note: giornata di pioggia, terreno pesante. Ammoniti: al 14' Forte, al 29' De Trizio, al 36' Magnocavallo, al 59' Gregucci, al 66' Poli, al 78' Terracenere. Esordio in serie B per Forte classe 1964.

Spettatori: 14.984 paganti, 10.174 abbonati. Incasso al botteghino di 160.662.000 lire, quota abbonati 151.480.000 lire.

Il biglietto della gara
La tribuna Tevere
La rete di Fiorini
La rete di Caso
Una fase della gara

Grande entusiasmo ieri allo stadio Olimpico, per la vittoria della Lazio contro il Bari che consente alla squadra di Fascetti di ritornare in superficie. Annullato l'handicap di 9 punti, i biancocelesti hanno raggiunto quota 1 in classifica insieme con il Cagliari. Se non fosse incappata nella penalizzazione, la squadra romana adesso si troverebbe in zona promozione. La partita vinta con un perentorio 3-0 contro la valorosa formazione di Catuzzi, accentua le recriminazioni fra i laziali. Nonostante il terreno reso scivoloso dalla fitta pioggia, le due squadre hanno disputato una bella gara, su livelli assai vicini a quelli che si vedono sui campi della serie A. La formazione pugliese schierata a zona, nonostante il pesante passivo, si è rivelata compagine di rango, spettacolare nelle sue iniziative che partivano dall'abile reparto di centrocampo dove è emerso il classico Cowans. Ma gli uomini di Catuzzi, assai bravi nella manovra di impostazione, raramente si sono resi pericolosi nell'area avversaria. Ispirata da Poli, nettamente il migliore in campo, la Lazio si batteva coraggiosamente su ogni pallone trovando anche il filo, specialmente nella ripresa, di una manovra ragionata e assai efficace sul piano della praticità. La svolta della partita si registrava quando mancavano un paio di minuti alla fine del primo tempo: un fortissimo tiro del barese Loseto, scagliato da buona posizione, veniva deviato da Magnocavallo sulla linea della porta.

I pugliesi avrebbero potuto segnare, ma la sorte era in agguato: sugli sviluppi del calcio d'angolo, la palla giungeva a Poli che diventava protagonista di un piccolo capolavoro calcistico. Il tornante biancoceleste, palla al piede, fuggiva velocissimo al centrocampo e scorgendo Fiorini che lo aveva affiancato sulla sinistra, effettuava un magnifico lancio in profondità per il compagno, il centravanti agganciava la sfera insaccando di precisione.

Caricata sul piano psicologico, con il Bari sbilanciato in avanti nel tentativo di pareggiare, la formazione di Fascetti accentuava gli affondi rapidi e sbrigativi che mettevano in crisi la zona di Catuzzi. Al 53' i laziali raddoppiavano: il solito Poli scendeva rapido sulla sinistra, crossava rasoterra al centro per Caso il quale colpiva di prima intenzione azzeccando la porta avversaria con un bolide centrale. Tre minuti più tardi Podavini colpiva il palo a portiere battuto. Al Bari si presentava la possibilità di accorciare le distanze al 72', ma toccava proprio a Cowans, il più bravo della squadra pugliese, sbagliare clamorosamente il calcio di rigore concesso per fallo di Terraneo su Rideout. La Lazio non mollava la presa. A 11 minuti dalla fine segnava con il suo uomo migliore, la rete della definitiva tranquillità. Magnocavallo lanciava Poli sul filo del fuorigioco. Poli avanzava di qualche metro, prendeva la mira mandando la sfera in diagonale ad infilarsi sotto la traversa.

Fonte: La Stampa