Domenica 29 gennaio 2006 - Treviso, stadio Omobono Tenni - Treviso-Lazio 0-1

Da LazioWiki.

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29 gennaio 2006 - 3.178 - Campionato di Serie A 2005/06 - XXII giornata

TREVISO: Zancopè, Valdez (57' Vascak), Viali, Cottafava, Maggio, Parravicini, Dellafiore, Pinga, Guigou, Borriello, Reginaldo. A disposizione: Handanovic, Giuliatto, Baseggio, De Martino, Anderson, Acquafresca. Allenatore: Cavasin.

LAZIO: Ballotta, Oddo, Stendardo, Cribari, Zauri, Keller (62' Tare), Mudingayi, Dabo, Mauri, Rocchi (89' Giallombardo), Pandev (75' Belleri). A disposizione: Santarelli, Zaccardi, De Silvestri, Torroni. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Tagliavento (Terni).

Marcatori: 87' Rocchi.

Note: pomeriggio freddo, terreno in discrete condizioni. Ammoniti: Stendardo e Mudingayi per gioco scorretto, Tare per proteste, Borriello per gioco scorretto. Calci d'angolo: 10-5. Recuperi: 0' p.t., 2' s.t.

Spettatori: paganti 2.322 per un incasso di 46.168, abbonati 2.749 per una quota di 35.359,63. totale spettatori 5.071 per un incasso complessivo di euro 81.527,63.

Tommaso Rocchi in azione
La rete vittoria di Tommaso Rocchi
Da Sports: il tabellino della gara
La prima pagina della Tribuna di Treviso del 30/1/2006
Ballotta grande protagonista

La Gazzetta dello Sport titola: "La Lazio ringrazia Ballotta. Il portiere, 41 anni, ipnotizza il Treviso e dà l'avvio al gol di Rocchi".

Continua la "rosea": Quarantuno anni, 9 mesi e 26 giorni è il nuovo record di longevità per un giocatore della nostra serie A. Marco Ballotta, già detentore del precedente, lo festeggia con una prestazione perfetta che fa imprecare il pubblico trevigiano. Perché Marco compie 7 parate, almeno 3 delle quali decisive per mantenere inviolata la propria porta. In più, visto che la sua squadra pena nell'impostazione del gioco per l'assenza di Liverani, pensa a risolvere anche il problema lanciando lui - dalla propria porta - l'azione del contropiede decisivo, quello col quale una delle Lazio più brutte della stagione conquista i tre punti: palla lunga sulla fascia destra per Belleri, passaggio indietro per Oddo, pronto cross con Rocchi che si ritrova solo e non può sbagliare il bersaglio. La rabbia dei trevigiani sta nel fatto che Ballotta l'anno scorso queste cose le faceva con la maglia del Treviso, ma poi non è stato riconfermato ed è tornato alla Lazio dove trova spazio per gli acciacchi dell'altro grande vecchio, Peruzzi, e di un ex giovane poco fortunato, Sereni. Se Ballotta è il grande protagonista è segno che il Treviso avrebbe decisamente meritato qualcosa di più. Poca qualità, la squadra di Cavasin, ma tanto furore agonistico, anche se parte un po' troppo guardinga. Gli esterni Maggio e Dellafiore rimangono bloccati sulla linea difensiva, lo stesso Parravicini resta troppo basso e così a far gioco ci pensa Guigou, col furore agonistico da derby (lui ex romanista), e Pinga.

Davanti Reginaldo svolazza senza costrutto mentre Borriello si muove parecchio e ingaggia un duello di furbetti tutto napoletano con Stendardo. Il nuovo centravanti di casa resta comunque l'uomo più pericoloso e lo dimostra quando sfugge alla marcatura (di Cribari nell'occasione) e gira di testa nell'angolo un bel cross di Guigou: gridano al gol i tifosi, ma Ballotta allunga tutti i suoi quasi 42 anni in un tuffo spettacolare, l'inizio del suo show. Nella ripresa Cavasin, valutata la poca incisività della Lazio, modifica il proprio assetto togliendo un difensore per un giocatore offensivo (anche se lo slovacco Vascak è evanescente) e passa a una difesa a quattro. Il forcing è notevole, sembra che il Treviso possa andare in vantaggio da un momento all'altro visto la miriade di palloni che piovono in area fra calci d'angolo e altri piazzati, ma Ballotta è sempre attentissimo e s'inventa pure il contropiede decisivo. Niente da fare per il Treviso che quest'anno non è mai riuscito a segnare perdendo sempre di misura nella miniatura del Tenni, che non riesce nemmeno a riempire. Il tutto aumenta i rammarichi ma anche il distacco dalla zona salvezza, che da 5 sale a 6 punti.


La Repubblica titola: "Per la squadra di Cavasin retrocessione quasi inevitabile. Biancocelesti decimati dalle assenze ma cinici: il gol all'87'. La sfortuna affossa il Treviso. Rocchi regala la vittoria alla Lazio".

Continua il quotidiano: Una sconfitta immeritata e che ha l'amarissimo sapore della retrocessione. Il Treviso perde in casa con la Lazio, punito da un gol siglato all'87' dall'ex Rocchi che ha così risposto ai fischi dei suoi ex tifosi. Non è fortunata la squadra di Cavasin, senza vittorie da cinque turni e ormai con sei punti di ritardo dalle terzultime. A Livorno fu un arbitraggio non eccezionale a fermare i veneti (raggiunti al 95' sull'1-1), oggi il 42enne Ballotta, due pali e l'ex Rocchi hanno condannato Parravicini e compagni. Anche il pareggio sarebbe andato stretto e non sarebbe servito al Treviso, è arrivata una sconfitta che sa di condanna. Fa festa la Lazio che, dopo un buon primo tempo, ha sofferto nella ripresa trovando il gol vittoria all'87' e centrando un successo che le permette di scavalcare la Samp e di portarsi a 33 punti. Sfida tra due squadre falcidiate dalle assenze. Treviso senza i Filippini (sei giornate di squalifica in due per gli ex di turno) e Gustavo, Cavasin vuole i tre punti e schiera una formazione a trazione anteriore con Guigou, Pinga, Reginaldo e Borriello in campo dal primo minuto, va in panchina Baseggio. I problemi veri sono per Delio Rossi. Quando hai un'intera squadra fuori (tra squalifiche e infortuni 11 le assenze), anche la trasferta in casa dell'ultima in classifica può diventare un incubo. Rossi, però, fa di necessità virtù, si affida al 42enne Ballotta tra i pali e poi a un 4-4-2 con un centrocampo molto muscolare con Keller, Mudingayi, Dabo e Mauri, in avanti l'ex Rocchi e Pandev, preferito a Tare.

Lazio guardinga, Treviso che prova a ragionare, stando attento a non scoprirsi troppo. Ad aprire le ostilità è Pinga con una punizione che Ballotta blocca volando sulla sua sinistra. La Lazio non trova sbocchi, la vera anima del Treviso è capitan Parravicini, una diga in mezzo al campo che si distingue anche in fase di costruzione. La Lazio soltanto al 20', con l'ex Rocchi, si fa vedere dalle parti di Zancopè che, al 28', rischia molto sul tiro-cross ancora di Rocchi. Al 29' ci prova Parravicini con un sinistro di poco alto. La palla-gol più clamorosa del primo tempo la crea il Treviso, cross di Guigou e gran colpo di testa di Borriello, Ballotta si allunga e con l'aiuto del palo si salva in calcio d'angolo. Nella ripresa Cavasin e Rossi confermano gli 11 iniziali, ma dopo i primi 12 minuti, in cui c'è spazio per un destro (para Ballotta) e una protesta (dubbio contrasto in area con Zauri) di Reginaldo e un tiro di Dabo, Cavasin osa ancora di più: dentro Vascak, fuori Valdez con Dellafiore che arretra in difesa. Rossi risponde inserendo Tare per Keller, ma la Lazio della ripresa non si fa mai vedere dalle parti di Zancopè. Il Treviso, invece, cerca con insistenza i tre punti, a Cavasin bruciano ancora i due punti persi a Livorno e la classifica dice che il pari serve a poco. Al 17' Guigou impegna Ballotta su punizione, il portiere biancoceleste dice no anche al destro di Parravicini.

Solo Treviso in campo, al 24' punizione di Pinga, Ballotta questa volta non è stilisticamente perfetto, ma la sua deviazione è efficace e il palo, per la seconda volta, gli dà una mano. La Lazio soffre, Rossi decide di coprirsi un po' di più: fuori uno spento Pandev e dentro Belleri, ma è sempre il Treviso a cercare il gol ed è sempre Ballotta a negarlo, questa volta sul destro di Viali al 33'. Il Treviso insiste, ma si scopre anche perché la Lazio dà l'impressione di non voler provare neanche le ripartenze. Così non è, però, perché all'87' un cross di Oddo pesca Rocchi lasciato colpevolmente solo dalla difesa trevigiana, l'incornata dell'attaccante della Lazio viene intercettato ma non trattenuto da Zancopè. Finisce 1-0: Lazio cinica, Treviso sfortunato e sempre più vicino alla retrocessione.