Domenica 13 marzo 1932 - Napoli, campo Ascarelli - Napoli-Lazio 0-0

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13 marzo 1932 - Napoli, campo Ascarelli - Campionato di Serie A - XXIII giornata


NAPOLI: Marietti, Vincenzi, Innocenti, Colombari, Volante, Fontana, Buscaglia, Vojak, Sallustro, Mihalich, Tansini.

LAZIO: Sclavi, Mattei (II), Del Debbio, Rizzetti (Pepe), Furlani, Fantoni (II), Cevenini (V), Malatesta, Fantoni (I), Castelli (Rato), De Maria. Allenatore: Barbuy.

Arbitro: sig. Rovida di Genova.

Note: tempo incerto, terreno discreto. Il Napoli ha giocato con una maglia vermiglia in segno di ospitalità. La Lazio ha giocato con il lutto al braccio in memoria di Paolo Boselli, Presidente Onorario del Sodalizio, deceduto il 10 marzo.

Pubblico: scarso.


La cronaca della partita su "Il Littoriale" del 14 marzo 1932
La cronaca della partita su "Il Littoriale" del 14 marzo 1932
Un momento della gara
Alcune fasi del match

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Il Littoriale titola: "La grande giornata della difesa e in ispecie di Sclavi precludono la via del successo all'attacco napoletano. Le prodezze del portiere "nazionale". Napoli e Lazio 0-0".

Sfrondate le partite tra romani e napoletani di quell’acre sapore di battaglia che avevano in passato, di riverbero è scemato nel pubblico il morboso interesse che quelle suscitavano. Ecco perché oggi l’Ascarelli era tutt’altro che gremito. Brevi i preliminari dell’incontro. Sorteggio favorevole alla "Lazio", che sceglie la metà campo in favore di vento. Sallustro apre le ostilità. La vampata si spegne sul piede di Del Debbio. Da terzino a terzino: Innocenti replica. Scatta in profondità Sallustro, ma l’"a solo", del condottiero "rosso" (oggi i napoletani indossano una maglia vermiglia) non approda a nulla per l’intervento di Del Debbio. Corner contro la "Lazio". Niente di fatto. Né miglior sorte ha un passaggio di Sallustro a Mihalic (4’): Sclavi esce a tempo e riceve la palla in pieno petto. Una improvvisa girata al volo di Sallustro: Sclavi blocca. Un goal di De Maria annullato. La prima azione azzurra è opera del tandem Ratto-De Maria. Il tiro della mezz’ala è f‌iacco. In uno scontro fortuito con Fantoni I, Vincenzi si ferisce leggermente alla testa. Riprende dopo mezzo minuto: la fronte ravvolta di bende dà maggior risalto alla maschia figura dell’atleta livornese.

Seconda incursione laziale (15’). Ratto centra dall’ala e De Maria devia pianamente, con l’esterno del piede destro, il pallone in rete. Ma Rovida annulla il punto per fuori giuoco dello stesso De Maria. Sul rimando di Marietti l’arbitro f‌ischia un minuto di riposo per la morte di S.E. Boselli, Presidente Onorario della "Lazio" - gli azzurri portano il lutto al braccio - e per la ricorrenza del secondo anniversario della morte di Giorgio AScarelli, primo Presidente del "Napoli. Alla ripresa del giuoco, Del Debbio ripara due volte in corner. Scorribande nell’uno e nell’altro campo: tiro di De Maria (18’) diretto all’esterno della rete, parata di Marietti su tiro di Malatesta (21’). Mihalich, trionfatore di un corpo a corpo con Furlani (26’), si fa iniziatore della prima bella discesa in linea dei rossi. Il suo passaggio pesca Vojak smarcato. Un colpo di testa è l’imbeccata per Sallustro. Un guizzo, una semi-rovesciata: la palla f‌ischia alta. La più pericolosa azione laziale. La palla a metà campo. Dialogo Ratto-De Maria Alexandro. Volante fa scudo col corpo a un primo tiro di Ratto. La palla è ancora del laziale. Centro: De Maria devia di testa la palla di quel tanto che basta perché cada sui piedi di Fantoni, il quale, scattando, si è lasciato i terzini alle spalle. Questi incalzano: Fantoni non attende di essere raggiunto. Il suo tiro - il portiere è a tre metri - è privo di malizia. Marietti lo para senza diff‌icoltà (33’). Seconda incursione collettiva dei rossi (38’): Sallustro-Tansini-Mihalich: il tiro del f‌iumano è deviato in corner dal sopraggiungente Mattei. Molta paura e nessun danno.

Sclavi incomincia... Uno spunto in velocità di Sallustro: ruzzolone del napoletano, effetto di una carica di Del Debbio. Il giuoco non si scolla dal mezzo campo laziale. Tansini scarta con tocco nitido Mattei; il passaggio a Mihalich ha dosatura giusta. Il tiro di questi è bello ma migliore è la parata di Sclavi. Ancora un’emozione. Un’intelligente apertura di giuoco di Sallustro pone l’incustodito Tansini nella condizione ideale per esibirsi in un’azione personale. L’ala f‌ila su Sclavi, ma perde il controllo del pallone quando si tratta di concludere. Il suo tiro è sbagliato in pieno. Il disappunto del pubblico si attenua quando si vede Rovida - il cui fischio e stato sommerso dall’urlo della folla accompagnante la promettente fuga dell’ala - far cenno di tirare un calcio di punizione contro il "Napoli": Tansini, evidentemente, era fuori giuoco. Il sipario del primo tempo cala su una fuga di De Maria culminante in un centro, d’effetto, che Marietti blocca con qualche diff‌icoltà.

Veemente offensiva napoletana. La ripresa si apre su un attacco laziale, sciupato da Ratto con un tiro f‌iacco e impreciso. Sei minuti di giuoco a metà campo; poi, seguito a calcio di punizione contro la "Lazio", Buscaglia sf‌iora un palo con una mezza rovesciata e, sulla rimessa in gioco, Volante tira, ma sopra l’asta. Sono assaggi. La lotta non comincierà a divampare che 4 minuti dopo. Trae spunto da un fallo di Malatesta su Volante. Calcio di punizione (Colombari): Sallustro gira di testa verso la rete, e Sclavi, per trarsi d’impaccio, respinge di piede. Ma la palla non si allontana troppo. Una incomprensione Del Debbio-Fantoni I (14’) lascia libero il campo a Vojak, che fa per piombare sulla palla per assestarle il colpo di grazia. Nuovo audace intervento di Sclavi, nuova respinta di piede. Ancora una perfetta bloccata di Sclavi (16’) su tiro violento, in corsa, di Voyak. Al 17’ Sallustro, ultimo anello di una catena di passaggi volanti, alza sulla traversa, e due minuti dopo Vojak, imbeccato da Mihalich, lo imita. Trepestio sotto la rete di Sclavi: serie di tiri ribattuti, e infine, uno limpido di Buscaglia. Sclavi para anche questo, e sfugge con l’abilità di un rugbyman alle cariche degli avversari.

Corner per la Lazio e palo di Sallustro. E’ solo al 23’ che la "Lazio", allentatasi la stretta napoletana, riesce a mettere il naso nella metà campo avversaria. L’azione è bellissima. Ratto, giuocati scaltramente e con eleganza tre avversari, allarga a Malatesta. Dalla mezz’ala destra al centrattacco, e da questi all’ala destra la palla passa in un attimo. Cevenini supera Fontana e fa spiovere la palla su Marietti. Il f‌iumano l’arresta, ma se la lascia sfuggire in corner. Al 25’ i due portieri sono chiamati al lavoro su tiri di punizione rispettivamente di Fantoni I e di Buscaglia. Al 27’ una puntata di Sallustro, effettuata senza intenzioni bellicose, colpisce, in basso, l’esterno del palo destro. Mattei prima ancora di Sclavi giunge Sulla palla, e la respinge. La pressione dei rossi ritorna a farsi insistente. Su passaggio di Mihalich, Vojak spara da pochi metri. Sclavi si tuffa, si accartoccia, si rialza. La palla è fortemente serrata nelle sue robuste mani. Il miraggio della vittoria è un energico stimolante per i napoletani. Nella tormentata zona di Sclavi, c’è lavoro per tutti. Due volte nello spazio di mezzo minuto, gli azzurri riparano in corner. Il secondo è il più pericoloso. La palla, partita dal piede di Buscaglia, sta per cadere in direzione di Mihalich, postato a due passi dalla rete romana. Sclavi esce, e, nello scontro tra i due, la palla, colpita di testa dall’attaccante, sembra che abbia presa la direzione della rete. E’ un’illusione ottica: la folla, che ha gridato in anticipo al goal, rimane male. Quest’episodio (27’) segna la f‌ine dell’offensiva napoletana. Il giuoco si equilibria. E’ anzi la "Lazio" che passa al comando delle operazioni.

Emozioni. Gli ultimi cinque minuti sono i più emozionanti. Al 40’, da un lungo rilancio di Vincenzi, nasce una azione Vojak-Mihalich, che pone il f‌iumano libero a pochi passi da Sclavi. Mihalich, forse reso timoroso per l’alto valore dimostrato dal portiere "nazionale", si attarda nel tiro per prendere meglio la mira. Ma non gliene lascia il tempo Pepe, il quale con una classica estirada, riesce a deviare la palla in corner. Viluppo di uomini; il pallone conteso da venti gambe: Pepe si fa luce e rimette ancora in corner. Nuova mischia: Ratto la sbroglia lanciando a fallo laterale. Il "Napoli" ha sparato le ultime cartucce. E’ la "Lazio" che ora attacca. Al 42’ una bell’azione Malatesta-Cevenini taglia fuori la difesa "rossa", ma un offside di Fantoni I manda tutto all’aria. La f‌ine giunge su un tiro a lato di Malatesta. Rapida rassegna degli atleti. Fin qui la cronaca. Essa dice eloquentemente come la prevalenza del "Napoli" sia stata per lunghi tratti sensibile, e come il merito del semi-successo romano sia principalmente dovuto alla giornata di grazia di Sclavi. La sicurezza, la calma e la bravura sfoggiati dal "nazionale" hanno f‌inito per smontare gli attaccanti napoletani. Nemico dell’ordine, l’orgasmo ha fatto sì che molti fossero i tiri male diretti dei rossi e più d’uno i precipitosi.

La "Lazio" pur essendo costretta dagli avversari, a impostare una partita di difesa, non ha rinunciato a tentare la via della vittoria. Le si sono anche presentate un paio di occasioni da goal. Ne ha fallito una (con Fantoni nel primo tempo) e nell‘altra ha raggiunto lo scopo un attimo dopo che Rovida aveva fischiato il fuori giuoco di De Maria. Fuori giuoco discutibile, a nostro parere, ma da accettarsi, comunque, per reale una volta che l’arbitro così ha sentenziato. Del "Napoli", privo di Cavanna e Benatti, ammalati, il migliore è stato Vojak, anima dell’attacco. Sallustro, sempre pericoloso nei suoi spunti e nei suoi improvvisi e caratteristici colpi di testa, ha difettato di continuità, e Mihalich è stato impreciso quanto irresoluto. I mediani laterali hanno giuocato meglio di Volante - eff‌iciente come pochi nel corpo a corpo, ma lento, e non sempre felice nella posizione - specie Colombari, attivissimo e, quel che più conta, preciso. A posto i terzini, che non hanno errori da farsi perdonare. Lo scarso lavoro cui è stato, sottoposto Marietti ci dispensa da un giudizio sul suo conto. In campo romano, oltre a Sclavi che è stato di gran lunga il migliore atleta in campo, gli altri componenti il sestetto difensivo meritano in blocco la citazione come i migliori della squadra. L’attacco, privo di Filò, presente a Napoli, ma non sceso in campo perché indisposto, è piaciuto nel tandem di sinistra. De Maria, dei centri insidiosi perché carichi di effetto, si è elevato sugli altri. Egli si distacca nettamente, per stile e per personalità tecnica, da tutte le nostre ale sinistre.

Sa all’occorrenza essere un ricamatore, ma in lui il concetto di utilità prevale su quello di bellezza. Il suo giuoco arieggia a quello del non dimenticato Luna, che ammirammo nella squadra del "Barracas". Un’ala di eccezione. Alla partita ha presenzialo S.A.R. il Principe di Piemonte, che, al suo apparire nella tribuna d’onore, è stato accolto dalle acclamazioni della folla. Erano presenti anche il Generale Clerici, il Duca di Serracapriola, l’on. Rocca, il cav. Coppola. Notati, inoltre, in tribuna i giallo-rossi Bernardini, Ferraris, Chini e Fasanelli. Correttissimo il comportamento degli atleti, esemplare quello del pubblico. Le squadre hanno giuocato nella seguente formazione:

"Napoli": Marietti; Vincenzi, Innocenti; Colombari, Volante, Fontana; Buscaglia, Vojak, Sallustro, Mihalich, Tansini.

"Lazio": Sclavi, Mattei I, Del Debbio, Pepe, Furlani, Fantoni II, Cevenini V, Malatesta, Fantoni I, Ratto, De Maria.




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