Giovedì 24 ottobre 2019 - Glasgow, Celtic Park - Celtic-Lazio 2-1: differenze tra le versioni


Riga 44: Riga 44:
  
  
► Il [[Corriere dello Sport]] titola: .
+
► Il [[Corriere dello Sport]] titola: "Una doccia scozzese per la Lazio. Il gol di [[Lazzari Manuel|Lazzari]] illude, poi Christie e Jullien firmano la rimonta [[Celtic]]. Sullo 0-1 errore decisivo di [[Correa]]. I biancocelesti scivolano al terzo posto del girone E a tre punti dal [[Cluj]], secondo".
  
 
Prosegue il quotidiano sportivo romano:
 
Prosegue il quotidiano sportivo romano:
 +
La Lazio è caduta nella bolgia del Celtic Park, rimontata da un gol di Christie e piegata al tramonto dei 90 minuti dal colpo di testa di Jullien. Due distrazioni difensive pagate a carissimo prezzo dentro una partita dura, orgogliosa, piena di personalità. Sconfitta pesantissima per la classifica e per il modo in cui è maturata su un campo complicatissimo. Il girone di [[Europa League]] si complica e per arrivare ai sedicesimi ora servirà un’impresa. [[Inzaghi (II) Simone|Inzaghi]] e i suoi giocatori dovranno provare a fare il pieno nelle prossime due partite, all’[[Olimpico]] con il [[Celtic]] e il [[Cluj]], per tentare il recupero e centrare la qualificazione a metà dicembre in Francia con il [[Rennes]]. E’ un vero peccato. La Lazio è andata vicinissima all’impresa e non meritava di perdere, ma certe occasioni sotto porta vanno sfruttate. Partita persa perché [[Correa]] (sull’1-0) ha colpito il palo, poi [[Parolo Marco|Parolo]] e [[Immobile Ciro|Immobile]] (sull’1-1) hanno fallito il secondo gol e in pieno recupero Forster ha respinto persino il missile del possibile pareggio di [[Cataldi Danilo|Cataldi]], subentrato a [[Caicedo]]. Il Panterone era forse troppo stanco, ma ancora efficace, i suoi centimetri consentivano alla Lazio di avvicinarsi all’area. La sconfitta brucia, ma basta pochissimo, dentro partite così intense, per spostare il risultato da una parte o dall’altra. Suona come una beffa. [[Inzaghi (II) Simone|Inzaghi]] non ha avuto fortuna. Gli scozzesi non muoiono mai e hanno avuto il merito di crederci sino in fondo, portando a casa il successo con cattiveria.
 +
 +
Assalto. Ritmo, velocità, ampiezza. Trascinati dall’urlo dei sessantamila del Celtic Park, gli scozzesi sono partiti con un’intensità infernale. La Lazio aspettava, ha avuto la pazienza di resistere e di restare compatta. La chiave era Christie. Il trequartista, assai mobile, sfuggiva alla guardia di [[Leiva]] e si faceva trovare tra le linee. Dietro era sostenuto da due mediani come Brown e McGregor, scatenati per dinamismo. Nei primi 25-20 minuti sono arrivati sempre primi sulla palla, in costante anticipo su [[Parolo Marco|Parolo]] e [[Milinkovic]]. Così il [[Celtic]] governava la manovra e spingeva a destra dove Elhamed si sovrapponeva a Forrest. [[Jony]] è entrato in crisi, ha sofferto, sbagliando la misura di diversi appoggi. [[Inzaghi (II) Simone|Inzaghi]] gli aveva assicurato la copertura di [[Acerbi Francesco|Acerbi]] e 13 cross, quasi tutti arrivati da quella parte, non sono bastati al [[Celtic]] per costruire occasioni vere. L’unica è capitata sul sinistro potentissimo di Christie da fuori area: palo. Verticale. [[Vavro Denis|Vavro]], in posizione centrale, è apparso più tranquillo e si è calato bene nella parte: davanti aveva un riferimento come Edouard. Un solo errore, fatale, sul gol di Christie. Sono stati [[Milinkovic]] e soprattutto [[Caicedo]], un vero combattente, a trasmettere gli impulsi giusti.
 +
 +
Contrasti, sportellate. La Lazio lottava su ogni pallone. Stava crescendo [[Leiva]] e proprio da un tiro murato dal play brasiliano è nato il gol di [[Lazzari Manuel|Lazzari]]. Contropiede velocissimo e in verticale. Tre tocchi da [[Milinkovic]] a [[Caicedo]] e infine a [[Correa]] per  lanciare l’ex esterno della [[Spal]] verso la porta: destro in corsa e rete. Rimonta. Il risultato è rimasto in bilico perchè la Lazio non ha avuto la forza di andare a segnare il secondo gol. Tre azioni di contropiede a favore di [[Correa]]. El Tucu ha sbagliato la scelta nelle prime due occasioni e nella terza ha colpito il palo. Il [[Celtic]], appena due minuti dopo, ha pareggiato. Troppo molle [[Parolo Marco|Parolo]] su Edouard, [[Leiva]] aveva mollato Christie, [[Vavro Denis|Vavro]] doveva uscire e non lo ha fatto: sinistro in rete. [[Inzaghi (II) Simone|Inzaghi]] ha sganciato [[Lulic Senad|Lulic]] e [[Immobile Ciro|Immobile]]. Ciro non ha centrato lo specchio dopo la paratona di Forster su [[Parolo Marco|Parolo]]. Due palle gol divorate prima che spuntasse, su angolo tagliatissimo di Christie, la testa di Jullien per affondare la Lazio, a un passo dall’eliminazione.
  
  
Riga 61: Riga 66:
  
  
► Tratte dal [[Corriere dello Sport]], alcune dichiarazioni post-gara:
+
► Tratte dalla [[Gazzetta dello Sport]], alcune dichiarazioni post-gara:
  
 +
''"Siamo sicuri che ci qualificheremo"''. [[Inzaghi (II) Simone|Simone Inzaghi]] scandisce bene le parole e ripete il concetto più volte. Se metabolizzate bene, certe sconfitte possono anche essere salutari, possono far scattare dentro qualcosa che poi si traduce in energia positiva. L’allenatore è convinto che la beffa di Glasgow (molto simile [[Giovedì 19 settembre 2019 - Cluj-Napoca, Stadionul Dr. Constantin Rădulescu - CFR Cluj-Lazio 2-1|a quella subita a Cluj]] alla prima giornata) possa servire anche a questo. La Lazio esce sconfitta dal Celtic Park per una serie di errori censurabili, sia in fase offensiva sia in quella difensiva, ma il suo allenatore - un po’ per tirare su la squadra un po’ perché la vede così - preferisce porre l’accento sulle cose positive viste in Scozia. Che secondo lui sono parecchie. ''"A Cluj'' - precisa [[Inzaghi (II) Simone|Inzaghi]] - ''era stata una sconfitta diversa. Avevamo fatto un grande primo tempo per poi sparire nella ripresa. Qui  invece'' – sottolinea – ''abbiamo giocato bene per tutta la partita, contro un avversario che è probabilmente il più forte del girone. Avremmo ampiamente meritato la vittoria per quello che abbiamo costruito, purtroppo non siamo riusciti a farlo per la bravura del portiere che ha compiuto due miracoli su [[Parolo Marco|Parolo]] e [[Cataldi Danilo|Cataldi]] e poi per pura sfortuna, come in occasione del palo di [[Correa]]. Ma sulla prestazione dei ragazzi non posso davvero dire nulla. Nel finale [[Immobile Ciro|Immobile]] ha avuto anche l’occasione per chiuderla ma non ci siamo riusciti. Se giochiamo così vinceremo sicuramente le prossime partite del girone e ci qualificheremo. Saranno fondamentali le prossime due con [[Celtic]] e [[Cluj]] che affronteremo entrambe all’[[Olimpico]]"''.
  
 +
Il tecnico fa poi però un’analisi a più ampio respiro e sottolinea anche gli errori commessi dai suoi. ''"Sui gol dovevamo essere più attenti, specie sul secondo, non si può perdere la marcatura in quel modo su un calcio d’angolo. Però, ripeto, della squadra sono soddisfatto e sono sicuro che in [[Europa League]] non ne perderemo altre. Certo, dobbiamo imparare a sbagliare meno e a correre di più a non commettere più certe leggerezze. Adesso però dobbiamo innanzitutto pensare a recuperare energie in vista della partita di domenica a Firenze che per noi è molto importante. Ora siamo in ritardo sia in [[campionato]] sia in [[Europa League]], ma c’è tutto il tempo per recuperare. E se continueremo ad esprimerci come abbiamo fatto contro il [[Celtic]] ci riusciremo sicuramente. Ho visto una squadra viva'' – dichiara il tecnico biancoceleste – ''che ha giocato una delle migliori partite stagionali. Ai punti avremmo sicuramente meritato di vincere, purtroppo è andata come è andata, ma sono convinto che ci riscatteremo molto presto"''. Fa fatica a farsene una ragione anche [[Leiva|Lucas Leiva]] che tornava per la prima volta in Gran Bretagna per una partita ufficiale dopo i dieci anni trascorsi a Liverpool. L’atmosfera british lo ha esaltato, è stato uno dei migliori, ma il risultato finale e il modo in cui è maturato lo ha depresso: ''"Abbiamo perso una partita che come minimo meritavamo di pareggiare'' - dice il centrocampista brasiliano -. ''Perdere così è davvero frustrante. Il mio ritorno da queste parti è stato emozionante, però il risultato non è quello che avrei voluto. Adesso dobbiamo vincere le tre gare che mancano alla fine del girone e andare avanti. Dobbiamo lavorare tutti assieme per raggiungere l’obiettivo. Ce la possiamo ancora fare"''.
  
 
{{-}} {{-}}
 
{{-}} {{-}}

Versione delle 02:05, 27 mar 2020

InCostruzione.jpg

Stagione

Turno precedente - Turno successivo

24 ottobre 2019 - Glasgow (Scozia), Celtic Park - Europa League – Fase a gironi, gruppo E - III giornata - inizio ore 21.00


CELTIC: Forster, Elhamed (83' Bitton), Ajer, Julien, Bolingoli-Mbombo (85' Hayes), Forrest, Brown, McGregor, Christie, Edouard, Elyounoussi (66' Rogic). A disposizione: Gordon, Bayo, Sinclair, Bauer. Allenatore: Lennon.

LAZIO: Strakosha, Bastos, Vavro, Acerbi, Lazzari, Parolo, Leiva, Milinkovic, Jony (69' Lulic), Caicedo (85' Cataldi), Correa (73' Immobile). A disposizione: Guerrieri, Luiz Felipe, Patric, Berisha. Allenatore: S. Inzaghi.

Arbitro: Sig. Bebek (Croazia) - Assistenti Sigg. Pataki e Zobenica - Quarto uomo Sig. Pajac.

Marcatori: 40' Lazzari, 67' Christie, 89' Jullien.

Note: ammonito al 62' Elyounoussi, al 76' Bastos, al 76' Bolingoli-Mbombo ed all'87' Cataldi tutti per gioco falloso, al 79' Jullien per proteste. Angoli 5-3. Recuperi: 1' p.t., 6' s.t.

Spettatori: 60.000 circa.


Il tiro vincente di Manuel Lazzari
Foto Getty Images
Manuel Lazzari festeggiato dopo la marcatura
Lucas Leiva
Foto AP
Marco Parolo
Foto AP
Jony in azione
Foto AP
Una fase di gioco
Foto AP
Felipe Caicedo
Foto AP
Sergej Milinkovic-Savic
Foto AP
Bastos in azione
Foto Getty Images
Francesco Acerbi
Foto Getty Images

I calciatori convocati per la partita odierna

La Gazzetta dello Sport titola: "Rabbia Lazio. C’è Lazzari-gol ma non basta: vince il Celtic. Errori decisivi. Tensione a Glasgow per i saluti fascisti dei tifosi italiani".

Continua la "rosea": Un'altra beffa, un'altra sconfitta immeritata sul piano delle occasioni, ma meritatissima per la gestione di una partita che, a mezzora dalla fine, è ampiamente in cassaforte e che la Lazio riesce a perdere. Nella stessa maniera goffa e inaccettabile di Cluj, alla prima giornata di questo girone di Europa League che ora si complica maledettamente. Lazio bella a metà, insomma. Una costante di questo inizio di stagione, tanto in campionato quanto in Europa League. Il problema è che la metà in cui non è bella pesa quasi sempre di più sul risultato. A Glasgow il copione si ripete contro un avversario che è quasi incredulo di riuscire a ribaltarla. E’ la squadra di Inzaghi a rimetterlo in partita e regalargli i tre punti con una serie di errori imperdonabili. Prima nell’area avversaria (Correa si divora il raddoppio che chiuderebbe la gara colpendo il palo a porta vuota, poi, sull’1-1, falliscono il bis Parolo e Immobile), quindi nella propria area, concedendo in maniera imbarazzante il pari a Christie (in tre su Edouard che riesce lo stesso a servire il centrocampista che è tutto solo), e po il gol del sorpasso a un minuto dal termine, quando Jullien è libero di colpire di testa al centro dell’area su angolo del solito Christie.

Solo sfortuna? Non è neanche fortunata la Lazio, perché in pieno recupero su una conclusione perfetta di Cataldi il portiere Forster compie un miracolo. Ma quando perdi, sbagliando tanto e contro un avversario di caratura tecnica inferiore, le attenuanti non contano. La squadra di Inzaghi resta vittima della sua concentrazione a intermittenza. Che, quando c’è, la porta a giocate da grande squadra (la verticalizzazione Caicedo-Correa-Lazzari per il gol dell’1-0 è roba da palati fini) e poi subito dopo si addormenta. Anche la gestione di Inzaghi non aiuta. Buona l’impostazione iniziale con la scelta di Vavro centrale (che per un’ora convince, poi si squaglia) e la cerniera di centrocampo Parolo-Leiva. Non convince. Ma l’allenatore non convince sui cambi. Due su tre indirizzati a tirare i remi in barca (Lulic per Jony, Cataldi per Caicedo) e quindi a favorire il sorpasso. Quelli di Lennon sono chirurgici, specie il primo. Tutto l’opposto della Lazio, questo Celtic. Conscio dei suoi limiti, si applica e non molla un centimetro. Resta agganciato alla partita anche quando sembra non avere scampo e poi colpisce al momento. Una lezione che servirebbe alla Lazio.

Il timore, invece, è che certi limiti siano strutturali e difficili da eliminare. Per il campionato c’è ancora da tempo, per l’Europa invece ce n’è pochissimo. La macchia. Come se non bastasse, ancor una volta, hanno pure fatto capolino i saluti fascisti in occasione di una partita della squadra biancoceleste. Non allo stadio, non durante la gara, ma nel pomeriggio nel centro di Glasgow. Li hanno esibiti una trentina di sostenitori laziali mentre in corteo si dirigevano verso il Celtic Park. E nella notte che ha preceduto il match c’è stato anche qualche momento di tensione per un gruppo di tifosi laziali incappucciati che si aggirava per il centro. Subito, bloccati dalla polizia locale.


► Il Corriere dello Sport titola: "Una doccia scozzese per la Lazio. Il gol di Lazzari illude, poi Christie e Jullien firmano la rimonta Celtic. Sullo 0-1 errore decisivo di Correa. I biancocelesti scivolano al terzo posto del girone E a tre punti dal Cluj, secondo".

Prosegue il quotidiano sportivo romano: La Lazio è caduta nella bolgia del Celtic Park, rimontata da un gol di Christie e piegata al tramonto dei 90 minuti dal colpo di testa di Jullien. Due distrazioni difensive pagate a carissimo prezzo dentro una partita dura, orgogliosa, piena di personalità. Sconfitta pesantissima per la classifica e per il modo in cui è maturata su un campo complicatissimo. Il girone di Europa League si complica e per arrivare ai sedicesimi ora servirà un’impresa. Inzaghi e i suoi giocatori dovranno provare a fare il pieno nelle prossime due partite, all’Olimpico con il Celtic e il Cluj, per tentare il recupero e centrare la qualificazione a metà dicembre in Francia con il Rennes. E’ un vero peccato. La Lazio è andata vicinissima all’impresa e non meritava di perdere, ma certe occasioni sotto porta vanno sfruttate. Partita persa perché Correa (sull’1-0) ha colpito il palo, poi Parolo e Immobile (sull’1-1) hanno fallito il secondo gol e in pieno recupero Forster ha respinto persino il missile del possibile pareggio di Cataldi, subentrato a Caicedo. Il Panterone era forse troppo stanco, ma ancora efficace, i suoi centimetri consentivano alla Lazio di avvicinarsi all’area. La sconfitta brucia, ma basta pochissimo, dentro partite così intense, per spostare il risultato da una parte o dall’altra. Suona come una beffa. Inzaghi non ha avuto fortuna. Gli scozzesi non muoiono mai e hanno avuto il merito di crederci sino in fondo, portando a casa il successo con cattiveria.

Assalto. Ritmo, velocità, ampiezza. Trascinati dall’urlo dei sessantamila del Celtic Park, gli scozzesi sono partiti con un’intensità infernale. La Lazio aspettava, ha avuto la pazienza di resistere e di restare compatta. La chiave era Christie. Il trequartista, assai mobile, sfuggiva alla guardia di Leiva e si faceva trovare tra le linee. Dietro era sostenuto da due mediani come Brown e McGregor, scatenati per dinamismo. Nei primi 25-20 minuti sono arrivati sempre primi sulla palla, in costante anticipo su Parolo e Milinkovic. Così il Celtic governava la manovra e spingeva a destra dove Elhamed si sovrapponeva a Forrest. Jony è entrato in crisi, ha sofferto, sbagliando la misura di diversi appoggi. Inzaghi gli aveva assicurato la copertura di Acerbi e 13 cross, quasi tutti arrivati da quella parte, non sono bastati al Celtic per costruire occasioni vere. L’unica è capitata sul sinistro potentissimo di Christie da fuori area: palo. Verticale. Vavro, in posizione centrale, è apparso più tranquillo e si è calato bene nella parte: davanti aveva un riferimento come Edouard. Un solo errore, fatale, sul gol di Christie. Sono stati Milinkovic e soprattutto Caicedo, un vero combattente, a trasmettere gli impulsi giusti.

Contrasti, sportellate. La Lazio lottava su ogni pallone. Stava crescendo Leiva e proprio da un tiro murato dal play brasiliano è nato il gol di Lazzari. Contropiede velocissimo e in verticale. Tre tocchi da Milinkovic a Caicedo e infine a Correa per lanciare l’ex esterno della Spal verso la porta: destro in corsa e rete. Rimonta. Il risultato è rimasto in bilico perchè la Lazio non ha avuto la forza di andare a segnare il secondo gol. Tre azioni di contropiede a favore di Correa. El Tucu ha sbagliato la scelta nelle prime due occasioni e nella terza ha colpito il palo. Il Celtic, appena due minuti dopo, ha pareggiato. Troppo molle Parolo su Edouard, Leiva aveva mollato Christie, Vavro doveva uscire e non lo ha fatto: sinistro in rete. Inzaghi ha sganciato Lulic e Immobile. Ciro non ha centrato lo specchio dopo la paratona di Forster su Parolo. Due palle gol divorate prima che spuntasse, su angolo tagliatissimo di Christie, la testa di Jullien per affondare la Lazio, a un passo dall’eliminazione.


Il Messaggero titola: .

Prosegue il quotidiano romano:


► Il sito web Uefa.com commenta così la gara:

La Lazio incappa nella seconda sconfitta consecutiva in trasferta in UEFA Europa League. In casa del Celtic, i Biancocelesti sono battuti 2-1: non basta il vantaggio di Manuel Lazzari, sono le reti di Ryan Christie e Christopher Jullien a regalare agli scozzesi vittoria e primato nel Gruppo E. Simone Inzaghi concede un turno di riposo a Ciro Immobile e al capitano Senad Lulić. In avvio i padroni di casa "scheggiano" subito un legno con un sinistro di Christie, mentre Fraser Forster neutralizza in qualche modo una conclusione di Joaquín Correa. Thomas Strakosha è bravo in uscita sull’attaccante francese Odsonne Édouard, mentre un destro potente di Callum McGregor non sortisce effetti per la squadra di Neil Lennon. Al 40’ la Lazio passa in vantaggio, con una ripartenza da manuale: Felipe Caicedo serve Correa, El Tucu inventa un assist geniale per Lazzari che fa centro con un destro sul primo palo. Il Celtic spinge nella ripresa, un errore di Bastos propizia il tiro di Christie - su assist di Edouard - su cui il difensore slovacco Denis Vavro riesce a salvare con Strakosha fuori dai pali. La Lazio va vicinissima al raddoppio con Correa, ma l’argentino centra il palo sul servizio di Sergej Milinković-Savić.

Gli scozzesi cambiano: il norvegese Mohamed Elyounoussi lascia il posto all’australiano Tom Rogic. E subito arriva il pareggio. Edouard entra in area e pesca al centro Christie, che di sinistro supera il portiere avversario e realizza l’1-1. Inzaghi prova a inserire Lulić, richiamando lo spagnolo Jony, poi Immobile sostituisce Correa. I Biancocelesti costruiscono due buone chance, con Milinković-Savić e soprattutto con Marco Parolo, ma Forster è bravo sull’ex centrocampista azzurro. Immobile va alla conclusione in area, ma colpisce male. Il pareggio sembra il risultato più naturale della sfida, ma all’89’ Jullien fa esplodere il Celtic Park: il centrale difensivo francese sale all’attico sugli sviluppi di un corner e mette nel sacco. Nel recupero, Foster nega a Danilo Cataldi la gioia del pareggio con una super parata. Finisce 2-1 per la formazione di Lennon, che vola al comando solitario del raggruppamento; la Lazio di Inzaghi deve cambiare marcia per raggiungere i sedicesimi.


► Tratte dalla Gazzetta dello Sport, alcune dichiarazioni post-gara:

"Siamo sicuri che ci qualificheremo". Simone Inzaghi scandisce bene le parole e ripete il concetto più volte. Se metabolizzate bene, certe sconfitte possono anche essere salutari, possono far scattare dentro qualcosa che poi si traduce in energia positiva. L’allenatore è convinto che la beffa di Glasgow (molto simile a quella subita a Cluj alla prima giornata) possa servire anche a questo. La Lazio esce sconfitta dal Celtic Park per una serie di errori censurabili, sia in fase offensiva sia in quella difensiva, ma il suo allenatore - un po’ per tirare su la squadra un po’ perché la vede così - preferisce porre l’accento sulle cose positive viste in Scozia. Che secondo lui sono parecchie. "A Cluj - precisa Inzaghi - era stata una sconfitta diversa. Avevamo fatto un grande primo tempo per poi sparire nella ripresa. Qui invece – sottolinea – abbiamo giocato bene per tutta la partita, contro un avversario che è probabilmente il più forte del girone. Avremmo ampiamente meritato la vittoria per quello che abbiamo costruito, purtroppo non siamo riusciti a farlo per la bravura del portiere che ha compiuto due miracoli su Parolo e Cataldi e poi per pura sfortuna, come in occasione del palo di Correa. Ma sulla prestazione dei ragazzi non posso davvero dire nulla. Nel finale Immobile ha avuto anche l’occasione per chiuderla ma non ci siamo riusciti. Se giochiamo così vinceremo sicuramente le prossime partite del girone e ci qualificheremo. Saranno fondamentali le prossime due con Celtic e Cluj che affronteremo entrambe all’Olimpico".

Il tecnico fa poi però un’analisi a più ampio respiro e sottolinea anche gli errori commessi dai suoi. "Sui gol dovevamo essere più attenti, specie sul secondo, non si può perdere la marcatura in quel modo su un calcio d’angolo. Però, ripeto, della squadra sono soddisfatto e sono sicuro che in Europa League non ne perderemo altre. Certo, dobbiamo imparare a sbagliare meno e a correre di più a non commettere più certe leggerezze. Adesso però dobbiamo innanzitutto pensare a recuperare energie in vista della partita di domenica a Firenze che per noi è molto importante. Ora siamo in ritardo sia in campionato sia in Europa League, ma c’è tutto il tempo per recuperare. E se continueremo ad esprimerci come abbiamo fatto contro il Celtic ci riusciremo sicuramente. Ho visto una squadra viva – dichiara il tecnico biancoceleste – che ha giocato una delle migliori partite stagionali. Ai punti avremmo sicuramente meritato di vincere, purtroppo è andata come è andata, ma sono convinto che ci riscatteremo molto presto". Fa fatica a farsene una ragione anche Lucas Leiva che tornava per la prima volta in Gran Bretagna per una partita ufficiale dopo i dieci anni trascorsi a Liverpool. L’atmosfera british lo ha esaltato, è stato uno dei migliori, ma il risultato finale e il modo in cui è maturato lo ha depresso: "Abbiamo perso una partita che come minimo meritavamo di pareggiare - dice il centrocampista brasiliano -. Perdere così è davvero frustrante. Il mio ritorno da queste parti è stato emozionante, però il risultato non è quello che avrei voluto. Adesso dobbiamo vincere le tre gare che mancano alla fine del girone e andare avanti. Dobbiamo lavorare tutti assieme per raggiungere l’obiettivo. Ce la possiamo ancora fare".



La formazione biancoceleste:
Strakosha, Caicedo, Vavro, Acerbi, Milinkovic-Savic, Correa;
Bastos, Parolo, Lazzari, Jony, Leiva
La formazione iniziale biancoceleste in grafica



► Per questa partita il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi ha convocato i seguenti calciatori:

I convocati in grafica




<< Turno precedente Turno successivo >> Torna alla Stagione Torna ad inizio pagina