Domenica 23 marzo 1941 - Torino, stadio Filadelfia - Torino-Lazio 1-1: differenze tra le versioni


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'''TORINO:''' Olivieri, [[Piacentini Sergio|Piacentini]], Ferrini, Cadario, Gallea, Baldi (III), Mascheroni, Ganelli, Ossola, Ussello, [[Capri Emilio|Capri]].  
  
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'''LAZIO:''' [[Gradella Uber|Gradella]], [[Ferrarese Renato|Ferrarese]], [[Monza (II) Alfredo|Monza (II)]], [[Gualtieri Salvatore|Gualtieri]], [[Romagnoli (II) Italo|Romagnoli (II)]], [[Ferri Alessandro|Ferri]], [[Zironi (I) Otello|Zironi (I)]], [[Dagianti Vittorio|Dagianti]], [[Piola Silvio|Piola]], [[Flamini Enrico|Flamini]], [[Vettraino Luigi|Vettraino]]. All. [[Canestri Dino|Canestri]].
  
 
'''Arbitro:''' sig. Galeati di Bologna.
 
'''Arbitro:''' sig. Galeati di Bologna.
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'''Spettatori:''' 15.000 circa.
  
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Nella Somalia inglese le truppe britanniche proseguendo la loro avanzata verso l'Abissinia, in Etiopia, occupano la località di Hargheysa.
 
Nella Somalia inglese le truppe britanniche proseguendo la loro avanzata verso l'Abissinia, in Etiopia, occupano la località di Hargheysa.

Versione delle 20:50, 23 mag 2020

Stagione

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23 marzo 1941 - 639 - Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1940/41 - XXIV giornata

TORINO: Olivieri, Piacentini, Ferrini, Cadario, Gallea, Baldi (III), Mascheroni, Ganelli, Ossola, Ussello, Capri.

LAZIO: Gradella, Ferrarese, Monza (II), Gualtieri, Romagnoli (II), Ferri, Zironi (I), Dagianti, Piola, Flamini, Vettraino. All. Canestri.

Arbitro: sig. Galeati di Bologna.

Marcatori: 8' pt Mascheroni, 34' pt Piacentini (aut).

Note: giornata calda, terreno secco e duro.

Spettatori: 15.000 circa.

Da "La Gazzetta dello Sport": la cronaca della gara
Da "Il Littoriale", una fase di gioco

Nella Somalia inglese le truppe britanniche proseguendo la loro avanzata verso l'Abissinia, in Etiopia, occupano la località di Hargheysa. In Africa settentrionale le truppe del generale Rommel occupano El Agheila, località al confine tra Tripolitania e Cirenaica.


L'ambiente granata, il pubblico per il primo, ha fatto al risultato di parità lo stesso viso che avrebbe fatto ad una sconfitta. La cosa ha i suoi motivi. Il Torino aveva cominciato vincendo, poi aveva gettato al vento un'occasione di aumentare il vantaggio, dando la illusione a tutti di potersi imporre con relativa facilità. Prima che si arrivasse alla ripresa trovava modo, di regalare il punto del pareggio all'avversario, a mezzo di una autorete dello più classiche che si siano mai viste. E da quel momento non ne azzeccava più, una: diventava incerto in difesa, impreciso all'attacco, slegato e sconnesso nel complesso. Nella ripresa, pure attaccando prevalentemente, non riusciva a combinare più nulla di buono in prima linea, e si scopriva talmente in difesa che correva più di una volta il pericolo di capitolare: finiva per sfiorare sul serio la sconfitta.

Le impressioni che rimangono sono le ultime cose nella giornata, queste non furono proprio favorevoli ai granata. Il punto che aveva portato il Torino in vantaggio era stato segnato da Mascheroni, a pochi minuti dall'inizio. Battendo un paio di avversari in velocità e prontezza, l'ala destra granata era penetrata in area, ed aveva battuto Gradella con un tiro dal basso in alto di grande potenza.

Doveva essere Mascheroni stesso a sbagliare, più tardi, un'altra magnifica occasione. Due o tre tiri fortissimi di Piola e compagni avevano mancato il bersaglio di poco, quando ci pensava finalmente un terzino granata a battere Olivieri. Un allungo di Gualtieri in piena area. Piacentini intuisce il pericolo che Piola, giungendo a gran corsa, lo batte in velocità e piomba prima di lui sulla palla. Cerca di risolvere la situazione passando indietro al portiere. Invece del passaggio, parte dal suo piede un tiro basso, forte, di rara precisione. Roba da tiratore scelto. La palla entra in rete a filo del palo sulla sinistra di Olivieri, che si è gettato inutilmente in tuffo.

Addio Torino, da quel momento. La squadra lottava ancora, alla ripresa, ma senza ordine, senza convinzione, senza senso pratico. La Lazio, da parte sua, mostrava di mirare innanzi tutto a non perdere quella metà delle spoglie che le erano rimaste nelle mani, ma i suoi contrattacchi le fornivano due o tre volte l'occasione di assicurarsi l'intero bottino. Zironi sciupava due situazioni d'oro, ed Olivieri impediva con due prodezze, prima a Piola e poi a Vettraino di segnare. Il Torino è squadra stanca. Anche Piacentini, che andava così bene, ha avuto ieri il suo collasso. L'autorete è stata un infortunio, cose che capitano a chi combatte. Ma l'effetto morale da esso prodotto sul ragazzo è stato quello di uno smantellamento. Un'altra volta non gli accadrà più. La Lazio di questo momento non è gran cosa, nemmeno essa, come giuoco e come levatura. Nessuna squadra nostra è in stato di grazia ora, nè potrà esserlo nel prossimo avvenire. Ma esistono nella compagine azzurra individualità in buone condizioni di forma. Romagnoli per il primo, che fa un centromediano difensivo coi fiocchi: il suo secondo tempo è stato cosa egregia. Ferrarese, Gualtieri e Flamini pure si sono portati bene. Piola, reduce da tre punti di sutura alla testa, ha giuocato mezz'ora al centro ed un'ora all'ala sinistra. La giornata era primaverile, il campo in buone condizioni ed il pubblico numeroso. Giuoco corretto. Nessun incidente.

Fonte: La Stampa Vittorio Pozzo